sabato 8 novembre 2008

..prima serata: memorabile!!

Sto parlando di quella di mercoledì 5: prima uscita in centro..di sera! magia pura!
Ci si ritrova in mensa solo in tre: Gaia (la 'coinquilina'), io e Gabriele. Micha (no, non è una donna) è a kendo, Athanase a Siena, Mirko chisà dove, ma tanto l'avevo conosciuto solo la sera prima, quindi poco male. Si decide di uscire giusto per far qualcosa, magari cinema. Gaia boccia sistematicamente tutti i film anche se io e Gabriele si era favorevoli per Wall-e. Vabò, che si fa? 'andiamo in centro', ok! si prende il 14 e si arriva al Duomo quasi deserto ma sempre bellissimo. Io -ma non è Santa Croce il punto di ritrovo?- mah, andiamo a Santa Croce, deserta pure quella! Per arrivarci si passa davanti Palazzo della Signoria: una visione che mozza il fiato! Magnifica, suggestiva, affascinante! Con suonatore annesso! XD Mi sono seriamente pentita di non avere portato con me la macchinetta...ogni volta che non la porto me ne pento, k cazz! Vabè, da Santa Croce Gaia ci porta fin giù a Piazza S.Spirito e lì si parcheggia finalmente le chiappe sui gradini, davanti l'ennesima chiesa. Gabriele riesce a 'rimediare''qualcosa''e così acquista 1000 punti in una volta sola ai miei occhi! MARIELA, ho trovato un degno sostituto, capisc a me!! *_* Dopo quella, si sclera alla grande! Io e Gabrele a far discorsi coi barboni ubriachi: uno di colore facile all'ira, uno che ci vuole vendere per forza 'Il calendario dei disoccupati' e n'altro che si dà da solo del 'fricchettone'! Io: no, no non abbiamo nulla! siamo studenti! stiamo a fame! XD Poi Gaia punta il bell'uomo di turno, 'Il Moschettiere', niente male davvero, ma lo bocciamo dopo appena 10min per la sua taccagneria! Alla fine attraversiamo TUTTA Firenze per tornare a Morgagni, A PIEDI e rincasare alla mezza! Inutile dire che l'indomani alla lezione di storia dell'arte contemporanea delle 11 ho dormito alla grande..Una serata bellissima! Nulla da aggiungere! :P
..e ora vado a farmi l'ultima camel..questa è la volta buona che prendo il vizio, porc..

continua a leggere...

martedì 4 novembre 2008

una mano santa!!

Una mano santa è stata a farmi avere l'alloggio "ambress ambress"! e adesso ho pure la CONNESSIONE!! quanto cazzo ci trattiamo bene, eh?? Fa un pò troppo cagare, però ci accontentiamo...per ora..Vabò, questa è una bloggata/pretesto per mettere su le foto della mia 'stanzetta' a.k.a il buco dove dormo e che condivido con una tizia più disordinata di me..andiamo bene! Avrei un pò di cose da raccontare, tipo quant'è figo il posto qui, come vanno i corsi in accademia, oppure "l'odissea: alla ricerca della mensa perduta!" di ieri sera con un pò di ragazzi freschi conosciuti, ma ora francamente sono a pezzi. Mi vò a fare una doccia e poi a letto che domani 'il gallo canta mattina', alle 7..porc..
byebye

continua a leggere...

sabato 1 novembre 2008

27/31.10.2008 Odissea a Firenze (da SanGiustino Valdarno, Loro Ciuffenna)

..anche se son partita Venerdì 24, ma fino a Lunedì è stato tutto all'insegna del fancazzismo a casuccia.bella di mia zia, in culo alle montagne aretine XD me, povera piccola, ancora non sapeva a cosa andava incontro perchè quella dopo..

..è stata la settimana più DANNATAMENTE STRESSANTE, FRENETICA, CAOTICA, ESAURENTE, SFINENTE e chi più ne ha NON ne metta per non passare per sborone, sia dal punto di vista psicologico sia fisico! Ho preso più dannati treni in questa settimana che in 20 anni di vita vissuta! cazzo! ma andiamo per gradi..

Lunedì 27 - primo giorno

sveglia alle 6:30
corriera alle 7:10
arrivo ad Arezzo alle 7:50
treno per Firenze alle 8:06 (che si fa tutte le stramaledettissime fermate intermedie!)
arrivo a Firenze SMN alle 9:20
corsa in Accademia con slalom annesso fra i turisti del centro (glie possino..)
arrivo in Accademia e cerimonia d'apertura alle 10:00

Direttore: ragazzi quest'anno il ministero ci ha premiati tagliandoci il 40% dei fondi...dovremo fare un pò di economia...e venderemo opere da produrre in serie come quadretti da mettere nelle camere d'albergo così ci finanziamo un pò...

e non mi pronuncio a riguardo..
poi, smistamento nei vari corsi, altri blablabla inutili, ci cacciano finalmente fuori alle 13.30
corsa in stazione a prendere il treno e con immenso gaudio trovo un diretto Firenze-Arezzo *_* solo per arrivare allo stazionamento dei bus 5min dopo che la mia corriera partisse...fottiti bastarda!
aspetta 2ore e mezza la prossima e arriva a casa alle 7, con una staffetta perfetta con mia zia che mi passa le chiavi alla fermata del bus (è stato magnifico! ancora non ho capito come abbia fatto XD), con un'emicrania da guinness dei primati, mai avuto mal di testa così forte..porc..
arrivo a casa e mi butto sul letto, con lo stomaco che inveiva, ma chissene!

Martedì 28 - il giorno memorabile
con la sveglia puntata alle 5:00 (inizio lezioni 8:30 azz!), non dormo tutta la notte per paura di non sentirla. Quando si fanno le 5:00, la sveglia suona, io apro gli occhi, la stacco e cado in catalessi...non rinverrò se non intorno alle 10:00..
e questo è stato il mio primo giorno di "forca" all'uni..si, il secondo dall'inizio..
Visto che ormai avevo la mattina libera, l'ho spesa a fare telefonate per trovare la maledetta stanza a Firenze, prendo appuntamento con un tizio e alle 6 di sera mi faccio trovare sotto il 'palazzo', una cosa abbandonata che si reggeva solo con le impalcature e già la cosa mi puzza. Provo a chiamare il tizio e niente, il telefono squilla a vuoto..dopo dieci minuti lo stacca pure. 'Questo cojone m'ha pigliato per culo' subito penso e mentre faccio per andarmene finalmente è lui che si DEGNA di farsi vivo:
Lui: Scusa, stavo mangiando (e poi si vedrà che la cucina era liberissima), poi il telefono si è staccato (se, bei cazzi)...
Io: ma gurda, io stavo per andarmene, pensavo fossi un'idiota che s'era divertito a prendere per il culo..
Lui: N-no blablabla ...

..se vabè, ciao bello! col cazzo che ti do 280€ + extra per quella catapecchia e il camino può funzionare bene quanto vuoi tu, ma il resto è da bruciare!

Comunque martedì è stata anche la giornata della fatidica chiamata. Daniela mi chiama dicendo di aver ricevuto una telefonata a casa dalla segreteria assegnataria degli alloggi studenteschi, dovevo portare certificato medico + documento + 35€ entro giovedì...martedì -> giovedì..
..comincio ad entrare nel panico: come cazzo mi facevo fare sto certificato se il mio medico stava a studio solo giovedì pome?? Ho passato i giorni successivi a fare mille telefonate, viaggi a vuoto, trovare uffici sperduti ad orari del cazzo..e s'è capito che mia sorella non aveva capito una mazza della telefonata..

Mercoledi 29
Giornata easy della settimana, se così si può definire, se non si conta il fatto che arrivo alle 9.30 a Firenze e alle 9:30 sarei dovuta essere in Accademia: da lì ci si sarebbe poi mossi alla volta di un teatro per visionare La Mandragora di Machiavelli (con scenografia degli studenti, ovviamente).
Vi lascio immaginare lo sbattimento per trovarlo da sola..

Giovedi 30 - la giornata delLa Manifestazione
..e tutti in sciopero quindi! :P
La mattina passata ad aspettare che mia nonna si facesse fare il certificato dal mio medico e che me lo faxasse, e il pome a fare le corse contro il tempo per arrivare agli uffici della Residenza..corsa che ho miseramente perso per 20min..
L'addetta è andata via 20min fa, io non ti posso fare nulla..

..ma se ti sparassi un attimo mi faresti assai contenta però! bitch!

Venerdì 31 - assafà!

Mi muovo da casa con valigione al seguito, arrivata a Firenze metto a deposito la zavorra e corro a prendere il bus.
Ritorno alla stessa Residenza del giorno prima e assafà! mi fanno finalmente le pratiche per avere il maledettissimo Alloggio*dello*Studente *piangio*
Riesco anche a vederla per un pò, la mia stanzetta, il buco che condividerò con chisàchi per i prossimi mesi..*piangio ancora*commozione* lettuccio + mensa + lavanderia + sala multimediale + cinemino...minchia se ho avuto culo...una mano santa dall'alto..già..
Di corsa alla stazione e vengo a sapere che non c'è nemmeno un dannato intercity che arrivi a Napoli, ma k cazz! Riprendo la zavorra, ritorno ad Arezzo. Arrivo alle 12.55, alle 13.05 arrivava il treno per Napoli e io ancora senza biglietto..di nuovo corsa contro il tempo, brillantemente vinta perchè il treno arriva in ritardo di 15min XD che roba..ce l'avrei fatta lo stesso però, tsè!


Quest'è. A dirlo pare facile.
Avrei voluto documentare il tutto con le poche foto che ho fatto, ma la macchinetta le ha bruciate..stastronza..
Ora dovrei rimettermi a fare la valigia che domani riparto e chisà quando tornerò da 'ste parti..che palle..
..quanto odio fare le valigie madò!!

continua a leggere...

mercoledì 22 ottobre 2008

yep!

..e giusto per dare un degno inizio a questo nuovo blog (blog n°123456,6666..) che si prospetta essere un ''DiARiO dI ViAgGio'' celebro il tutto con questa a dir poco significativa poesia: che possa aiutarmi nella mia determinazione..

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.

Pablo Neruda




E' davvero tutto troppo impersonale, confido almeno nel riuscire a mettere un'immagine qui su (header-image) fatta apposta da me (sese aspetta e spera.. :P).

EDIT: ..alla fine l'immagine l'ho cambiata: è un vecchissimo scarabocchio fatto su un pezzo di carta(non igienica), scannerizzato e aggiustato un pò in fotoscioppe..lo so, fa cagare :(

continua a leggere...

lunedì 20 ottobre 2008

Il piccolo principe

Questo libro è un qualcosa di semplicemente eccezionale..

In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo…."
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, " sei molto carino…"
"Sono la volpe", disse la volpe.
" Vieni a giocare con me", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa ", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Non sei di queste parti, tu", disse la volpe" che cosa cerchi?"
" Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
" Che cosa vuol dire addomesticare?"
" Gli uomini" disse la volpe" hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso!
Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?"
"No", disse il piccolo principe. " Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. " Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il piccolo principe. " C'è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…"
"E' possibile", disse la volpe "capita di tutto sulla terra…"
"Oh! Non è sulla terra", disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
" Su un altro pianeta?"
" Sì"
" Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
" No"
" Questo mi interessa! E delle galline?"
" No"
" Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
" La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
" Per favore …..addomesticami", disse.
" Volentieri", rispose il piccolo principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe." gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
" In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino…."
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io
mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".
soggiunse:
" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo".
"Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe.
" Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo

continua a leggere...